myfunny


Questi austriaci razzisti.
Febbraio 3, 2007, 3:18 pm
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se a qualcuno capita di chiedermi quale sia la mia città preferita, o comunque dove mi piacerebbe vivere, rispondo: Vienna. e, dato che frequento gente malvagia, prontamente mi sento rispondere: “mado’, quanto sono razzisti però gli austriaci”. che, come mi spiegano subito dopo, non vuol dire che siano propriamente razzisti, ma che detestano noi italiani. a quel punto, mi limito a spiegare a queste persone la differenza che intercorre tra “razzista” e “ragionevole”. perché, è vero, tra gli austriaci che ho incontrato non erano molti a trovare esaltante l’idea di avere degli italiani tra i piedi. anzi, anch’io appena arrivato ho avuto il sospetto che non ci tollerassero per una qualche idiosincrasia irrazionale. sospetto che è durato all’incirca trenta secondi.

affisso sulla vetrina di una cristalleria al centro di vienna, infatti, c’era un cartello sul quale si leggeva: “si prega di non toccare le vetrine”. proprio così, non “bitte die Schaufenstern anfassen nicht”, e neanche la versione corretta di quella frase. be’, io un minimo di disappunto l’ho trovato. perché bisognerebbe avvisare gli italiani,e non gli stessi austriaci? però, dicevo, è durata trenta secondi. al trentunesimo, due giovani si sono avvicinati alla vetrina, toccandola con le mani ed il naso. ed erano italiani.

poi, non è buffo che ogni viennese che utilizzi i mezzi pubblici sappia dire “scusi”? no, se tutte le persone che trovano eccessivamente laborioso tenere la destra sulle scale mobili hanno in tasca un passaporto molto simile al mio.

ah, a vienna sono stato con la scuola. e, tra i miei compagni di classe, erano in molti ad essere fermamente convinti di questa storia degli austriaci razzisti. ecco una prova di questo razzismo: il nostro ostello si trovava in una strada dove ce n’erano altri due. qualcuno, una notte, ha avuto la brillante idea di attaccarsi al citofono di un appartamento sulla nostra strada e poi scappare. la polizia è venuta per prima nel nostro ostello. i commenti erano di due generi: 1. “eh, ma ‘ngulo, chiamare la polizia pe’ ’sta stronzata” (come se fosse del tutto normale venire svegliati da un citofono nel pieno della notte), e 2. “eh, vedi, da chi dovevano andare prima? dagli italiani. sempre nostra, la colpa, eh?”.

ecco, senonché i due agenti erano accompagnati dalla persona che era stata disturbata dalla bravata, e che aveva fatto in tempo a scorgerne i responsabili dalla finestra. e si trattava di due mie compagne di classe.

ecco, in questo senso forse ce l’hanno con noi: riescono a riconoscere il nostro malcostume come tale, per loro non è tradizione, ne sono disturbati. e, ta-dah, ne sono disturbato anch’io. e questo è uno dei motivi per i quali voglio vivere a vienna.


4 Commenti finora
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Itag-liani tuti paliacci: spaketti-paffi-mantolino. Tice kosa, poi fa altra! :-)

Commento di cymbalus

ita-lioti
vivendo da un anno in cruccolandia ti dico che quando vedo per strada gruppi di turisti con bambini che urlano e la maglia di Tottifaccio finta di nulla, alzo il volume del lettore MP3 e spero che non mi chiedano informazioni.
Ma è successo, in treno, da Monaco ad Augsburg, alla fermata di Augsburg mentre scendevo uno mi ha chiesto: “Scussssi ma guanti ghilometri ci mangano a IULM?”
A IULM???
Va bene così.
Emigrate.

Commento di LaMarghe

ah, per la cronaca, con il mio MAC il tuo BLOG si vede da dio ma quando scrivo i commenti vedo solo il cursore e vado ad intuito per le lettere.

Commento di LaMarghe

da triestino quale sono, questo problema non esiste, la mia città rimane per gli austriaci, la città “perduta”, anche oggi, lo dimostra il fatto che il 90 % dei turisti qui da noi sono tedeschi o austriaci.
Io non ho mai avuto 1 problema con la gente in Austria o Germania, anzi, il mio tedesco non è macchernonico, ma neanche tanto perfetto, ma cone per le altre lingue, se una lingua ti piace devi studiarla all’ estero, nelle scuole italiane è meglio limitare l’apprendimento. Se qualche “popolo ” è da definiri razzista, opterei piuttosto per quello svizzero.
tschuss

Commento di Max




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