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e insomma, passeggiando per quella ridente cittadina che è teramo, incappo in questa locandina – purtroppo, le edicole erano già chiuse, e a me non restava che maledirmi per non averla vista stamane.

e insomma a me ed alla persona con la quale passeggiavo (alessio aka kitsune) sono venute in mente due ipotesi per spiegare come una persona possa salvarne sette dopo aver varcato la porta dello spavento supremo (come recita la canzone che salto più volentieri quando ascolto il live di battiato): la prima, più semplicistica ma meno probabile, aveva a che fare con uno zombie filantropo; la seconda prevedeva un gruppo di otto persone chiuso in una stanza senza cibo.
in compenso, credo di poter affermare con una certa sicurezza che la scritta “oggi lavoro” subito sotto sia un messaggio del titolista il quale ieri sera si trovava in altre faccende affaccendato, ed aveva lasciato la scrivania al figlio quattordicenne appassionato di death metal.
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