myfunny


bububu generation.
Febbraio 12, 2007, 7:34 pm
Archiviato in: [d:z]ovani, miti d'oggi

ieri mi è capitato di leggere, con una certa fatica, un articolo di ilvo diamanti su repubblica di ieri (oddea, pare che la odii, repubblica: scalfari, tranquillo; se faccio così è appunto perché vi voglio bene).

al di là delle solenni banalità espresse (vi basti l’incipit: “All’improvviso sembrano diventati degli estranei. e li guardiamo con un po’ di apprensione. i giovani. i più giovani”. alzi la mano chi non ha avuto un déja-lit), che evidenziano come diamanti abbia colpevolmente evitato di leggere questo mio post, mi ha stupito l’insulsaggine del titolo, ovvero: “generazione senza nome”. sarà. fatto sta che, scorrendo le “generazioni” che sono comparse da dieci anni a ’sta parte (ovvero: le definizioni date per questa generazione), di nomi ne trovo a iosa:

doom generation (dal videogioco, il senso della definizione è la perdita, da parte dei giovani, di identità e valori in cui riconoscersi);
X generation (dalla lettera dell’alfabeto greco che utilizziamo per le incognite, ha a che fare con l’incertezza – ovvero, la perdita di identità e valori in cui riconoscersi);
blank generation (generazione vuota, lascio al lettore l’arduo compito di intuire a quali caratteristiche questa definizione mette in luce).

insomma, a me pare la generazione più sovraccarica di nomi nella storia. e “senza nome” è un altro di questi. e più passa il tempo più mi rendo conto che, se voglio conservare un minimo di serenità, devo decidermi a saltare automaticamente tutti gli articoli che hanno la parola “generazione” nel titolo.


Ancora nessun commento. finora
Lascia un commento



Lascia un commento
Interruzioni di linea e paragrafo automatici, indirizzo e-mail mai mostrato, HTML permesso: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>