e insomma da tempo non mi capitava di vedere un film italiano che fosse anche utile. e mi è successo l’altro ieri, con questo saturno contro. ecco la locandina:
ora: dato che sto seguendo un corso di critica cinematografica per corrispondenza (ventuno uscite, con ogni numero un pezzo degli occhiali di Enrico Ghezzi), provo a cominciare come si dovrebbe, ovvero con cast e sinossi.
Davide (Pierfrancesco Favino, in una delle sue interpretazioni migliori) è uno scrittore. vive con il suo compagno Lorenzo (Luca Argentero), in un appartamento (che ho scoperto essere, in realtà, quello del regista) nel quale è solito riunirsi un folto gruppo di amici, tutti più o meno in crisi: Antonio (Stefano Accorsi), sposato con Angelica (Margherita Buy, splendida come sempre), con due figli abbastanza mostruosi da essere realistici ed un’amante di nome Laura (Isabella Ferrari); Nival (Serra Yilmaz, già presente in le fate ignoranti e la finestra di fronte), moglie ed aguzzina del poliziotto vagamente sociopatico Roberto (Filippo Timi); Sergio (Ennio Fantastichini) – che, come spiegherà lui stesso alla madre di Lorenzo, è “frocio, non gay. sa com’è, sono all’antica”; e Roberta, astrologa dilettante e tossicodipendente, interpretata da una stupefacente Ambra Angiolini (prima vedete il film: poi, se è il caso, tornate qui e ridete).
e insomma ci sono cose che assomigliano ad un gruppo in crisi, e c’è Lorenzo, che fa di tutto per tentare di tenerlo assieme. Roberto è una di quelle persone che è felice solo quando tutti, attorno a sé, sono felici. e infatti, durante una cena, entra in coma.
e qui c’è la parte più politica del film. e forse, l’unica cosa che mi ha vagamente infastidito, è stata proprio che questa costituiva una specie di parentesi: prima del coma, i problemi che i personaggi affrontavano, erano di ordine soltanto personale. con il coma, si fa risaltare l’aspetto politico: né il compagno di Lorenzo né i suoi amici riescono ad ottenere informazioni sul suo stato di salute, se non mediante l’intercessione di un professore mentre ai suoi genitori, che non avevano contatti con lui da quando l’avevano cacciato di casa a causa della rivelazione della sua sessualità, vengono informati di tutto. e sono loro a decidere come curarlo, se portarlo via, come seppellirlo. e l’altro tema di attualità si presenta sempre in occasione del coma, con una richiesta fatta a mezze parole e vaghe allusioni all’infermiera che tiene in cura Lorenzo e che, ci si lascia intendere, porterà alla sua eutanasia.
forse, però, questo separare (nel tempo della pellicola) le riflessioni più intimistiche da quelle più sociali (le quali vengono peraltro lasciate alla coscienza del lettore: ecco uno dei motivi per cui reputo questo film "utile": riesce ad essere politico senza sfiorare la didascalia) ha senso nella misura in cui, a delle persone che soffrono, dell’aspetto politico della loro sofferenza interessa solo quando questo è fonte diretta della loro sofferenza: quando Lorenzo muore, si torna ad essere individui, e a dover fare i conti con sé stessi, con le proprie incertezze eccetera. però, ecco, vorrei evitare uno spoiler completo della trama. quindi, lascio soltanto un’ultima impressione: questo è uno dei film più realistici che io abbia mai visto. ovvero, non c’è stato un momento in cui mi sia capitato di dire: “questo è troppo“, o: “questo è uno stereotipo”; e credo che l’avrei visto anche solo per questo motivo.
un’altra cosa che mi è piaciuta molto: è un film, non un videoclip. ovvero, non ci si vergogna di girare piani sequenza che durino di più di quattro secondi. non voglio dire che un film girato a dodici frames per volta sia necessariamente male: soltanto, ultimamente si tendeva ad usare questa impostazione anche quando il senso della pellicola ne avrebbe risentito. insomma, a me è difficile riflettere su un episodio rappresentato sullo schermo se devo utilizzare la maggior parte delle mie facoltà per non perdere il controllo delle pupille.
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è quel modo di toccare certi argomenti ambiguo che mi fa pensare a come Moretti ne Il Caimano affronta il tema ‘politico’ della coppia lesbica.
Commento di benedetta Marzo 6, 2007 @ 1:04 ampalpeggiamento, quasi.