myfunny


racconto: test#2.
Marzo 8, 2007, 4:57 pm
Archiviato in: #racconti, egorama

[trattandosi del seguito ideale di test#1 io, fossi in voi, gli darei un'occhiata prima di leggere questo. ma è quello che farei io, sia chiaro. non pretendo certo di dettare legge sul mio blog.]

Struttura della prova.
Data la descrizione di un breve episodio, il candidato dovrà rispondere mediante un “sì” o un “no” ad una semplice domanda. Nel farlo, è opportuno che il candidato non finga di dimenticare come egli si ritenga una persona tutt’altro che invidiosa, o che gli sia capitato almeno una volta di compiere un furto di lieve entità senza ritenere di meritare una sanzione. Inoltre, il candidato dovrebbe sforzarsi di ricordare di essere ateo: quindi, niente provvidenza, niente giustizia divina. Un’ingiustizia va punita, ma una disgrazia che accade ad un colpevole resta una disgrazia.

Un breve episodio.
Un’utilitaria si ferma nel parcheggio di un autogrill; ne scendono un uomo e una donna. La donna, sui cinquantacinque anni portati decentemente, ma nel complesso non troppo attraente, sembra piuttosto soddisfatta. Un residuo di quella che non è difficile immaginare come un’espressione corrucciata portata per lungo tempo, abituale come la costante ricerca di motivi per giustificarla, è tuttavia ancora presente. Non appena l’idea le si affaccerà alla mente, la donna valuterà seriamente la prospettiva di un divorzio, e desisterà soltanto dopo i consigli di un costoso avvocato, e soltanto per motivi di convenienza economica.
L’uomo, nonostante cerchi visibilmente di partecipare all’entusiasmo della donna, mantiene una mimica nervosa, a tratti spaurita: pupille mobili, mordicchiamenti della parte interna delle guance, mani che non trovano pace, cercano conforto l’una con l’altra, non trovandolo si accaniscono contro la cravatta, il bavero, le chiavi nella tasca.
La donna ha appena vinto una considerevole somma di denaro in una trasmissione televisiva, registrata quella stessa mattina. Considerevole: superiore al picco massimo del conto bancario della coppia. Tra due ore sarà a casa – secondo i programmi. La porta a vetri con chiusura meccanica, lasciata repentinamente da lei – qualcuno potrebbe ipotizzare: spinta – incrocia la traiettoria del corpo del marito. Quell’attimo di imbarazzo di lui, prima di realizzare appieno la situazione e spingere la porta, basta alla moglie per lanciargli uno sguardo di rimprovero. Mentre l’uomo è in fila alla cassa, lasciandosi scavalcare da una coppia di ragazzi in pantaloni tremendamente larghi e felpe tremendamente costose, la donna nota un espositore di ombrellini di cioccolato al latte. Lei ha sempre preferito il fondente, ma ora ha notato quegli ombrellini, e ne è come misteriosamente, irresistibilmente attratta. Ne prende uno, e lo infila in tasca con disinvoltura, lo sguardo sempre alto, pronto all’accusa. Aveva appena vinto cinquecentomila euro, chi avrebbe potuto accusarla del furto di un cioccolatino? Il marito torna con lo scontrino, lei beve il suo caffè zuccherato, lui un bicchiere di acqua minerale. Si avviano verso l’uscita. Lui attraversa la porta per primo, questa volta. Lei la sta attraversando in questo momento.

Domanda.

Ti piacerebbe sentir scattare l’allarme antifurto?


4 Commenti finora
Lascia un commento

nu.

Commento di hbb

sì, con tutto il cuore °_°

Commento di Kitsune

Siiiiiiiiiiiiiiii. Comunque lui ha dei problemi.

Commento di cymbalus

vorrei dei cecchini pronti a spararle.che cada come una foglia senza neanche accorgersene.

Commento di dabih




Lascia un commento
Interruzioni di linea e paragrafo automatici, indirizzo e-mail mai mostrato, HTML permesso: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>