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recensione – Un tram che si chiama desiderio, regia di Lorenzo Salveti.
Gennaio 19, 2007, 7:13 am
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WARNING: questo post contiene informazioni di carattere autobiografico. se leggere qualunque cosa del genere, indipendentemente dal contesto, vi fa pensare che l’autore in fondo voglia solo mettersi in mostra e automaticamente vi fa detestare ciò di cui parla, procuratevi qualcuno che lo legga per voi eliminando queste informazioni. perchè, insomma, è tipo brutto detestare uno spettacolo così.

premetto che quella di cui sto per parlare è la prima rappresentazione teatrale della grande commedia (almeno, in genere la definiscono così) di tennessee williams. e che, in effetti, non ho visto neanche il film.
premetto anche che qualunque mio giudizio su enrico lo verso è falsato dal fatto che è un figo della madonna.

credo che come premesse possano bastare. più che una recensione si tratta di impressioni a caldo: l’ho visto qualcosa come dieci ore fa, insieme a mia madre che in questo caso ricopriva anche il ruolo di rivale in amore.

credo anche che, quando non hai trovato un singolo difetto in uno spettacolo, o comunque una singola cosa che per qualche motivo non ti è piaciuta (eccetto il genio che, durante la pausa, ha detto: “be’, nei primi minuti era un po’ fiacca, la cosa, ma si sta riprendendo”. non so cosa si aspettasse, da una donna che aspetta la sorella. magari una sparatoria.), scrivere una recensione o una pseudorecensione non sia semplicissimo. quindi, credo che mi limiterò ad elencare tutto ciò che mi ha stupito positivamente, a partire dalla scenografia.
(continua…)