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recensione – Carla Bruni, No Promises.
Gennaio 22, 2007, 4:52 pm
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è uscito il 15 gennaio, per la produzione di Luis Bertignac – che aveva prodotto anche il precedente, sorprendente Quelcu’un m’a dit – il nuovo album di Carla Bruni, No Promises. Ed io mi sono fiondato a scaricarlo. Anche se, in effetti avevo qualche dubbio: la scelta dell’inglese per il secondo album della chansonnieuse (torinese, da anni vive a Parigi) mi lasciava piuttosto perplesso. nulla di personale, alcuni dei miei migliori amici sono anglofoni eccetera, ma Quelcu’un m’a dit mi sembrava così perfetto, e i testi si adattavano così stupendamente alla voce della cantante, che mi era difficile immaginare come, in una lingua così diversa, si sarebbero potuti raggiungere gli stessi risultati.

poi, mi perplimeva il fatto che non fossero suoi, i testi. (ah, dato che mentre sto scrivendo questa recensione sto anche surfando – come sono ye-yé, oggi – alla ricerca di informazioni sul disco, rubo lo spazio di una parentesi per una piccola polemica: va bene che XL è tipo il male, e che nell’unico numero che ho comprato c’era una recensione entusiastica di fabri fibra, e che rivoglio musica! di repubblica, e che sui giovani d’oggi ci scatarro su, ma insomma scrivere ancora cose tipo: “il secondo disco della top model” mi sembra eccessivo: insomma, nun fa più la modella da qualcosa come dieci anni. non ho mai letto frasi tipo “il capolavoro del neurologo austriaco”, riferite a Traumnovelle). mi perplimeva perchè, dato che nel primo album aveva dato prova di un grande talento di songwriter, insinuava nella mia mente maliziosa il dubbio che avesse semplicemente voluto riposarsi. le undici tracce che compongono il disco sono, infatti, poesie di yeats, auden, christina rossetti, emily dickinson, dorothy parker e walter de la mare in musica.
(continua…)