[trattandosi del seguito ideale di test#1 io, fossi in voi, gli darei un'occhiata prima di leggere questo. ma è quello che farei io, sia chiaro. non pretendo certo di dettare legge sul mio blog.]
Struttura della prova.
Data la descrizione di un breve episodio, il candidato dovrà rispondere mediante un “sì” o un “no” ad una semplice domanda. Nel farlo, è opportuno che il candidato non finga di dimenticare come egli si ritenga una persona tutt’altro che invidiosa, o che gli sia capitato almeno una volta di compiere un furto di lieve entità senza ritenere di meritare una sanzione. Inoltre, il candidato dovrebbe sforzarsi di ricordare di essere ateo: quindi, niente provvidenza, niente giustizia divina. Un’ingiustizia va punita, ma una disgrazia che accade ad un colpevole resta una disgrazia.
Un breve episodio.
Un’utilitaria si ferma nel parcheggio di un autogrill; ne scendono un uomo e una donna. La donna, sui cinquantacinque anni portati decentemente, ma nel complesso non troppo attraente, sembra piuttosto soddisfatta. Un residuo di quella che non è difficile immaginare come un’espressione corrucciata portata per lungo tempo, abituale come la costante ricerca di motivi per giustificarla, è tuttavia ancora presente. Non appena l’idea le si affaccerà alla mente, la donna valuterà seriamente la prospettiva di un divorzio, e desisterà soltanto dopo i consigli di un costoso avvocato, e soltanto per motivi di convenienza economica.
L’uomo, nonostante cerchi visibilmente di partecipare all’entusiasmo della donna, mantiene una mimica nervosa, a tratti spaurita: pupille mobili, mordicchiamenti della parte interna delle guance, mani che non trovano pace, cercano conforto l’una con l’altra, non trovandolo si accaniscono contro la cravatta, il bavero, le chiavi nella tasca. (continua…)
[quella che segue è la rielaborazione di un racconto originariamente pubblicato sul mio vecchio blog, e scomparso con la sua cancellazione - avete presente la morte della filologia? ecco, qui rimangono solo il tema centrale e, a grandi linee, l'episodio narrato. l'ho inserito in una cornice pseudo.accademica, ho intenzione di scrivere altre cose del genere, un giorno.]
Struttura della prova.
Data la descrizione di un breve episodio, il candidato dovrà rispondere concisamente ad una semplice una domanda. La risposta potrà essere comunicata alla commissione d’esame in forma scritta o orale. In alternativa, il candidato può evitare di esprimere formalmente la risposta, tenendola per sé: la scelta dell’una o dell’altra modalità non influiranno in alcun modo sulla valutazione della prova.
Nello scorgere la sagoma di una persona che corre per le strade di una città di media grandezza, può sorgere il desiderio di guardarla in faccia. Esaminarne l’espressione potrebbe essere utile a capire se, ad esempio, fugge da qualcosa. O se insegue qualcuno, o se rischia di perdere il tram: ciò che è certo, è che non sta facendo jogging. L’andatura è troppo rapida, disordinata; l’abbigliamento assolutamente inadatto.
Anche assistere al momento in cui ha cominciato a correre potrebbe essere stato interessante. È andata così, più o meno: l’uomo camminava in modo spedito, deciso ma tranquillo. Da uomo sicuro di sé, ecco. E, ad un certo punto, è avvenuto lo scatto: uno slancio della gamba sinistra sproporzionato rispetto ai passi precedenti, un’immediata risposta della gamba destra, una valigetta di cuoio che viene lasciata cadere a terra. La valigetta risparmia agli osservatori la scena in cui si apre e sparge fascicoli tutto intorno: cade piuttosto seccamente, un rimbalzo evidente ed uno appena accennato ed è a terra, inerte. Nonostante ciò, molti degli occasionali spettatori della scena l’avrebbero definita, se intervistati, con parole che avevano a che fare con “liberatoria”.
L’uomo continua a correre: nonostante la sua corsa diventi sempre più frenetiche, e nonostante le strade siano tutt’altro che deserte, nessuno viene urtato. Alcuni, incuriositi, si voltano per seguirlo con lo sguardo – roba di qualche istante. La città di media grandezza è una città di mare, divisa in due da un fiume, e l’uomo sta percorrendo un’ampia zona pedonale che separa la stazione ferroviaria dalla spiaggia.
***
La superficie dell’acqua è particolarmente piatta. L’acqua è limpida e, nonostante la stagione, sembra piuttosto calda. La corsa dell’uomo rallenta, quando arriva al marciapiede più vicino alla spiaggia. C’è qualcosa di romantico, negli stabilimenti balneari inattivi, nelle loro serrande abbassate? Quanto è percepibile l’assenza della carne al sole, dell’afa combattuta a colpi di bevande ghiacciate, della salsedine che, seccandosi, fa sbiadire il ricordo del refrigerio provato nel tuffarsi, qualche minuto prima? (continua…)